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15 | 12 | 2017
La mitica Sopraelevata di Monza - L’alta velocità ieri - 1922 PDF Stampa
Scritto da Dr. Alfredo Grandi e Francesca Milazzo   
Venerdì 16 Maggio 2008 17:21
Indice
La mitica Sopraelevata di Monza
L’alta velocità ieri - 1922
L’alta velocità oggi - 1955
500 Miglia di Monza
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Contrariamente a quanto pensano in molti, la pista d’alta velocità a Monza esiste fin dal 1922, anno di costruzione dell’intero Impianto.
Sia nel progetto originale che prevedeva una lunghezza del tracciato di ben 14 chilometri sia in quello successivo divenuto poi il definitivo di 10 chilometri, l’impianto era articolato su due piste: una stradale ed una di alta velocità che si intersecavano tra loro.
La pista stradale aveva una lunghezza di 5.500 metri ed una larghezza variabile tra i 7,5 e i 9,5 metri, mentre la pista di alta velocità, denominata allora “anello di alta velocità”, era costituita da due rettifili di 1070 metri l’uno con due curve semicircolari sopraelevate, una Nord ed una Sud, che si raccordavano per una lunghezza totale di 4.500 metri ed una larghezza di 12 metri; una vettura in gara percorreva prima la stradale e nel giro successivo l’alta velocità per un totale di 10 chilometri e l’esordio vide la vittoria di Achille Varzi su Alfa Romeo alla media di 187,786 km/h superando in gara la soglia dei 200 km/h (velocità mai raggiunta su un circuito Europeo).

Le due curve dell’alta velocità erano sopraelevate su un terrapieno dell’altezza di 2,60 metri e raggiungevano una inclinazione massima di 21° gradi sul piano orizzontale, permettendo alle vetture una velocità di circa 180/190 Km/h. (In verità il progetto originale prevedeva la possibilità di poter sviluppare velocità vicine ai 300 Km/h ma la Sovraintendenza ai Monumenti del tempo ridusse l’elevazione del terrapieno, limitando di conseguenza sia l’inclinazione che la velocità massima).
Nel 1938 l’Automobile Club di Milano varò un radicale programma di rinnovamento che comprendeva anche la modifica della pista affidando l’incarico all’Ingegner Aldo Di Rienzo del Comune di Milano.
Le due curve a Sud, pressochè identiche tra loro, vennero pavimentate con dei cubetti di porfido che contribuirono a crearne la leggenda. A seguito di queste modifiche il vecchio “anello di alta velocità” scomparve così dalla geografia dell’Autodromo e l’area occupata dall’Impianto si ridusse dagli originali 340 ettari a circa 145.



Ultimo aggiornamento Lunedì 31 Maggio 2010 10:33
 
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